Obblighi del preposto: vigilare, e che cosa cambia con l'Accordo 2025

Il capoturno vede il collega salire sul ponteggio senza imbracatura. Lo conosce da dieci anni, mancano venti minuti alla fine, e pensa: «glielo dico domani». Non lo dice. In quel momento, senza accorgersene, ha smesso di fare il preposto.

Perché vigilare non è un atteggiamento: è una funzione, con un contenuto preciso e con conseguenze quando manca. Se stai cercando direttamente il percorso, c'è il corso per preposto; qui spieghiamo che cosa gli si chiede davvero, che cosa è cambiato di recente e dove quasi tutti si fermano a metà.

Vigilare non è «stare attenti»

Il preposto non è un grado e non è una targhetta: è chi sovrintende all'attività lavorativa di altri e ne garantisce l'attuazione delle direttive. Può chiamarsi capoturno, capocantiere, responsabile di reparto o non chiamarsi in nessun modo: conta che cosa fa, non come è scritto in organigramma.

E quello che gli si chiede ha tre gesti, in quest'ordine:

1. Vigilare

Controllare che le procedure e le istruzioni vengano osservate, non che siano state consegnate.

2. Intervenire

Fermare sul posto il comportamento non conforme, e dove serve interrompere l'attività pericolosa.

3. Segnalare

Riportare a chi può decidere: il preposto non ripara il ponteggio, dice che va riparato.

La differenza fra il primo e il secondo gesto è quella che costa di più. Accorgersi e non intervenire non è vigilanza a metà: è vigilanza mancata, perché la funzione del preposto esiste proprio nel momento in cui qualcosa non va. Fino a quel momento nessuno si accorge che c'è.

Che cosa è cambiato con l'Accordo del 17 aprile 2025

La figura del preposto è stata rafforzata, e la formazione se n'è accorta. La nostra scheda del corso per preposto secondo il nuovo Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025 lo scrive così: il ruolo diventa più ispettivo e operativo, e la durata del percorso è aumentata rispetto a prima «per garantire l'effettiva capacità di vigilanza sulle attività lavorative».

Il numero preciso sta sulla scheda e non lo ricopiamo qui — una durata copiata in un articolo invecchia in silenzio. Quello che conviene sapere è che cosa si è aggiunto dentro, perché racconta come è cambiata l'idea di questa figura:

  • vigilanza attiva: tecniche di controllo e monitoraggio, non la sola conoscenza delle regole;
  • potere di intervento: le procedure per interrompere un'attività pericolosa — cioè il gesto numero due, insegnato;
  • comunicazione: gestione dei conflitti e istruzioni operative, perché fermare un collega è prima di tutto un problema di relazione;
  • near miss: l'analisi dei mancati infortuni, cioè di quello che non è successo;
  • responsabilità civili e penali aggiornate.

Chi è già preposto da anni non ricomincia da capo: c'è l'aggiornamento per preposto, e il suo termine è periodico.

La parte che non si può fare online, e dove quasi tutti si fermano

Questa è la cosa più pratica dell'articolo, e sorprende molti titolari che credevano di aver chiuso la pratica.

Il percorso del preposto non è interamente erogabile in e-learning. La nostra pagina dell'integrazione della formazione del preposto lo scrive senza giri: gli ultimi argomenti del programma — valutazione dei rischi nel contesto in cui il preposto opera, misure tecniche organizzative e procedurali, modalità di esercizio della funzione di controllo — vanno svolti in aula virtuale, perché «non eseguibili a norma di legge in modalità e-learning».

Tradotto: chi ha fatto solo il corso online ha una formazione incompleta, anche se ha un attestato in mano per la parte svolta. E la parte che manca è proprio quella sulla funzione di controllo: l'argomento per cui la figura esiste.

Se il tuo preposto Che cosa gli serve
Non ha mai fatto il corso Il percorso completo, parte in e-learning e parte in diretta
Ha fatto solo la parte online L'integrazione in aula virtuale: è il pezzo che manca, non un di più
È formato ma da tempo L'aggiornamento, nella versione allineata all'Accordo in vigore

Il conto che nessuno fa

Quanti preposti ci sono davvero nella tua azienda? Spesso più di quanti ne risultino nominati: chiunque sovrintenda al lavoro di altri lo è di fatto, anche senza una nomina scritta. L'elenco si fa guardando chi dà istruzioni, non l'organigramma.

Ruolo, nomina e compiti del preposto ›

Che cosa si contesta quando la vigilanza manca

Qui il meccanismo è diverso da quello degli altri documenti di cui abbiamo parlato, e vale la pena dirlo chiaro: il preposto risponde in proprio. Non è un esecutore che scarica tutto sul datore di lavoro — ha una posizione sua, e quella posizione ha due facce.

La prima: l'incarico senza la formazione prevista. Una nomina che non sta in piedi, o un preposto formato a metà — il caso dell'e-learning senza l'integrazione — è una posizione scoperta che si verifica guardando un attestato.

La seconda, più seria: la vigilanza non esercitata. Si accerta guardando il cantiere o il reparto, non un foglio: se una lavorazione pericolosa andava avanti sotto gli occhi di chi sovrintende, il foglio non serve a niente. È lo stesso scarto fra documento e realtà che abbiamo descritto per il DVR e per il manuale di autocontrollo: la carta prova quello che si è promesso, non quello che si è fatto.

Per gli importi e le fattispecie non ci sostituiamo al verbale.

Forma i tuoi preposti, per intero

Parte in e-learning, parte in diretta con un docente: è il percorso completo, non due corsi diversi.

Vai al corso per preposto

Se insieme ai preposti va rivista la formazione di tutti, il punto di partenza è la formazione generale e specifica dei lavoratori; se invece il dubbio è su chi firma la prevenzione, quando il datore di lavoro può fare l'RSPP.

Domande frequenti

Chi è preposto in un'azienda?

Chi sovrintende all'attività lavorativa di altri e ne garantisce l'attuazione delle direttive. Non dipende dal titolo: capoturno, capocantiere, responsabile di reparto o nessuna qualifica scritta — conta la funzione effettiva. Per questo i preposti di fatto sono spesso più di quelli nominati.

Il corso per preposto si può fare tutto online?

No. Una parte del programma non è erogabile in e-learning e va svolta in aula virtuale: riguarda la valutazione dei rischi nel contesto in cui il preposto opera, le misure di prevenzione e le modalità di esercizio della funzione di controllo. Chi ha fatto solo la parte online ha una formazione incompleta.

Che cosa è cambiato per il preposto con l'Accordo del 2025?

Il ruolo è diventato più ispettivo e operativo e la formazione si è allungata rispetto a prima, con contenuti nuovi su vigilanza attiva, potere di intervento, comunicazione e analisi dei mancati infortuni. La durata esatta è indicata sulla scheda del corso.

Il preposto risponde di persona o risponde il datore di lavoro?

Il preposto ha una posizione propria e risponde per ciò che gli compete, cioè la vigilanza. Questo non sposta gli obblighi del datore di lavoro, che restano i suoi: sono due posizioni distinte, non una in alternativa all'altra.

Serve una nomina scritta?

La funzione nasce dai fatti, ma la nomina scritta serve a entrambe le parti: rende chiaro chi sovrintende a che cosa, e permette di dimostrare che quella persona era stata formata per farlo. Un'azienda che non sa dire chi sono i suoi preposti ha un problema prima ancora della formazione.

Redazione tuttohaccp.com — pubblicato il 23 ottobre 2026.

Contenuto informativo: non sostituisce il parere di un tecnico sul caso concreto. Durate, modalità e importi fanno fede dalle schede dei corsi, non da questa pagina. Vedi anche il disclaimer normativo.

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